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20/12/2013 Il contratto “de apoyo a los emprendedores” viola la Carta Sociale Europea – JUZGADO DE LO SOCIAL DI BARCELLONA n. 2, 19 novembre 2013, n. 412/13

Con la sentenza del 19 novembre 2013 (Proc. 426/136) il Tribunale del Lavoro di Barcellona ha affermato che:

 

Il contratto a tempo indeterminato di sostegno agli imprenditori, introdotto con la riforma del lavoro del 2012, consente un periodo di prova di un anno, indipendentemente da qualsiasi  altra condizione. Il Tribunale di Barcellona ritiene tale disposizione  in contrasto con  la Carta sociale europea di 1961, ratificata dalla Spagna, nella sua prima versione, il 29 aprile 1980, Il giudice fonda la propria decisione sulla base del fatto che la Carta sociale europea sia una norma internazionale entrata a far parte del diritto interno secondo quanto stabilito dalla Costituzione spagnola. Pertanto, risultando gerarchicamente superiore, è vincolante per il giudice in quanto più favorevole rispetto alla norma interna. Il Tribunale ritiene che le decisioni del Comitato europeo dei diritti sociali, garante della corretta applicazione della Carta, laddove forniscano una interpretazione delle norme contenute nella Carta, siano da considerarsi giurisprudenza e, conseguentemente, vincolanti per gli organi giurisdizionali nazionali. Sulla base di tali premesse, il giudice prende atto della Risoluzione del Comitato europeo del 5 febbraio 2013, che ha risolto un caso analogo sollevato dai sindacati greci. In tale caso, il Comitato, sulla base delle disposizioni contenute nella Carta Sociale Europea, aveva ritenuto che la fissazione di un periodo di prova di un anno, in quanto irragionevole, fosse in contrasto con il principio del diritto al lavoro previsto nella Carta del 1961. Sulla base della pratica identità del caso greco e di quello spagnolo, e considerando la decisione del Comitato europeo come giurisprudenza, direttamene applicabile in quanto relativa ad una fonte internazionale ratificata dallo Stato spagnolo  il Tribunale di Barcellona dichiara inapplicabile la norma interna in quanto in contrasto con la norma contenuta nella Carta Sociale Europea. Conseguentemente, considera applicabile la normativa dello Statuto dei lavoratori che rinvia alla durata del periodo di prova stabilita dal contratto collettivo applicabile, pari a due settimane, e dichiara illegittimo il licenziamento in quanto intervenuto dopo superato il periodo di prova ed in assenza di un giustificato motivo. Sulla base della vigente normativa, l’impresa dovrà riassumere il lavoratore oppure, facoltativamente,  corrispondergli una indennità nella misura stabilita dalla legge. Il Tribunale, tra l’altro, osserva che, comunque, la norma nazionale introdotta dalla riforma del 2012 è contraria alla causalità nel contratto a termine, poiché ammettendo un periodo di prova di 12 mesi crea un contratto a termine acausale, vietato dalla normativa interna.

A questo proposito pubblichiamo:

1. Testo della Sentenza in italiano

2. Testo della Sentenza in spagnolo